Social Video
8 min
17 Oct 2017
Angela D'Aprile

Il Video online crea relazioni. Le relazioni sono conversioni.

Video online is the king. Dalle grandi media company fino alle più piccole startup, moltissimi editori hanno iniziato da qualche tempo a puntare tutto sui video online, anche con investimenti importanti, tanto che in rete è iniziata a circolare quasi come un mantra l’espressione “pivot to video”, che potremmo tradurre come “incentrare tutto sui video”. Spesso anche una parte delle spese pubblicitarie aziendali viene spostato sul video, tanto che, secondo eMarketer, la spesa per gli annunci video negli Stati Uniti avrebbe superato i 10 miliardi di dollari nel 2016 ed entro il 2020 dovrebbe superare i 18 miliardi di dollari.
 
Pubblicità, editoria e social network: parola chiave video online
 
IAB (Interactive Advertising Bureau) e Advertiser Perceptions hanno recentemente pubblicato un report sulla base delle interviste a 350 inserzionisti, confermando un sostanziale spostamento dei budget pubblicitari sugli annunci video online. Si è calcolato che, in media, quest’anno la spesa in video crescerà del 56%.
 

Credits: IAB
 
Un altro dato può far riflettere sull’attenzione delle aziende verso i video: grandi media come Mashable e MTV News hanno licenziato editorialisti e copywriter per puntare sempre di più sulla comunicazione più fluida e diretta del digital video. In particolare le scelte di Facebook hanno influenzato - e continueranno a influenzare - la capacità dei video di raggiungere un numero sempre crescente di utenti. "Facebook ha assegnato priorità ai video e recentemente ha iniziato a lanciare Facebook Watch", ha dichiarato Brendan Gahan, fondatore dell'agenzia pubblicitaria Epic Signal. "Per gli editori questo significa adattarsi”. Se da un lato, cioè, Facebook ha consentito a questi editori di crescere grazie alla reach della piattaforma, ora gli editori stessi sono diventati in qualche modo dipendenti dai trend dettati dal social network, per poter raggiungere effettivamente i propri obiettivi di business.
 
L’era del digital video
 
La situazione specifica delle media company e dei giornali è un segnale di quanto il video sia diventato un elemento essenziale di ogni strategia digital (pivot to video, dicevamo): gli utenti ne sono attratti e per questo li guardano. La conseguenza diretta è la possibilità di trasformare quegli stessi video anche in contenitori di annunci per chi li produce, per trarne guadagno in modo diretto.
 

Credits: Pew Research Center
 
Che si tratti di vere e proprie inserzioni pubblicitarie o di product placement in contenuti di qualità, o ancora di una content strategy più strutturata, il video si rivela un vero punto di forza in quella che potremmo definire l’era dei video. Proprio per questo motivo molte aziende stanno già investendo in contenuti video, per non restare indietro. Tra gli esempi di grandi brand IKEA, che ha creato una serie di video didattici su come costruire i suoi mobili dopo l’acquisto, dimostrando ancora una volta che un video tutorial è spesso più utile di un manuale di istruzioni. E ancora, Google ha appena pubblicato la sua indagine sull’automotive, evidenziando come nell’acquisto della nuova auto moltissimi consumatori si lascino guidare proprio dai video online.
 
Infine, ecco qualche altro numero sugli investimenti in video online:
 
- negli ultimi due anni, i marketers hanno aumentato il budget investito nella programmazione video digitale del 114%;
- è stato calcolato che i contenuti video hanno un ROI migliore del 52% rispetto agli altri annunci in una campagna di marketing online;
- il 96% delle aziende B2B utilizza già video e il 22% delle piccole imprese intende creare e pubblicare un video nei prossimi 12 mesi.
 
Non c’è dubbio che il video marketing sia una parte essenziale degli investimenti da prevedere in azienda per fare davvero la differenza e mantenersi competitivi rispetto alla concorrenza. Non resta che scegliere il partner più giusto con cui sviluppare la propria strategia Video. 
 
Angela D'Aprile
Classe 1979, la comunicazione prima che una professione è la mia naturale propensione. Costruire relazioni, creare strategie, unire insieme azioni online/social e offline per il raggiungimento di un obiettivo misurabile è il mio lavoro quotidiano. Dopo numerose esperienze professionali, dal 2014 sono la Communication Manager di Traipler.com.
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