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Video Marketing Use Case

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Video Marketing come strumento per la lead generation

Video marketing e lead generation, un binomio ormai inscindibile. L’aumento della produzione video all’interno delle campagne di content marketing, determinato dall’aumentata necessità di veicolare contenuti in maniera veloce ed incisiva, si è dimostrato volano anche per le vendite.
L’implementazione di campagne video ha condotto le aziende a nuove strategie integrate che prevedessero l’utilizzo del video in ogni fase del funnel di marketing.
Sempre più i video si affermano come strumento d’eccellenza, non solo per veicolare i messaggi aziendali, ma anche per incrementare i contatti commerciali ed aumentare le vendite, in gergo, ‘lead generation’.
Illustrare in maniera incisiva tutti gli elementi caratteristici del prodotto, invitando il target a compiere l’azione di lasciare i propri dati in un form di contatto, o di acquistare direttamente, è un risultato concretamente raggiungibile attraverso una campagna video.
Considerando il livello di penetrazione dei contenuti video rispetto alle altre forme di contenuto, e la facilità con cui il messaggio veicolato resta impresso nella mente degli utenti, una campagna che attraverso i video miri ad incrementare i contatti utili per l’azienda è foriera di buoni risultati.
Una lead generation basata sull’invito contenuto all’interno di un video è utile e funzionale dal momento che ormai i video rappresentano la maggior parte del traffico internet e sono fruibili su tutte le piattaforme social, nonché all’interno dei siti web.

Le dimensioni contano: perché i video brevi hanno maggiore successo

Quanto deve essere lungo un video? Quanto deve durare un video? sono due delle domande che ci vengono fatte più spesso.
Perché una campagna di video marketing funzioni per la lead generation ci sono alcuni accorgimenti da rispettare, primo fra tutti la lunghezza dei video.
L’attenzione online dell’utente medio è molto bassa e pochi secondi bastano perché passi al contenuto successivo, soprattutto sui social. Questo vuol dire che ogni video ha a disposizione pochi secondi per attirare l’attenzione del pubblico e per non essere abbandonato. L’utente che scorre i contenuti presenti sul social, è risaputo, ha poca pazienza e penalizza i contenuti troppo lunghi passando al post seguente. I video lunghi, non importa quanto sia attraente il loro inizio, hanno un’alta probabilità di essere abbandonati, soprattutto su alcuni canali. Ma anche questa non è una regola.
Se si considera che la call to action, l’invito all’azione, si trova generalmente alla fine del video, a suggellare il contenuto, va da sé che un video abbandonato a metà non porterà alcun risultato.
Per questo motivo i video devono essere brevi. Bisognerà condensare il messaggio in pochi preziosi minuti in modo che arrivi al consumatore nella sua interezza.
In generale per definire la lunghezza ideale di un video è indispensabile non perdere di vista l'obiettivo di quel video, il motivo per cui viene realizzato, questo determinerà la scelta della lunghezza migliore, che siano 6 secondi o 5 minuti. Non a casa, sai qual è la lunghezza massima consentita per un video su Facebook? Guarda qui...



Call to action e Lead generation. Con una produzione video si può.

La call to action all’interno di un video è un invito esplicito a compiere un’azione a beneficio del brand (che sta vendendo un prodotto/servizio) e di se stessi (per risolvere un problema, un bisogno, un desiderio). Una strategia di lead generation non va intesa come un unico momento di contatto, ma come la costruzione di una relazione, basata sulla sincerità e sull’informazione, che porti non solo ad un acquisto, ma si spera, a più acquisti nel tempo.
È necessario utilizzare un messaggio chiaro che inviti l’utente a compiere una azione che lo avvicini al brand. Ad esempio, seguire un link, compilare un form di contatti in cui lasciare i propri dati o visitare una pagina web. In questo modo il video si inserirà all’interno di una strategia volta all’acquisizione di contatti/clienti in target.
L’uso dei social network, oltretutto, permette la raccolta dati direttamente all’interno della singola piattaforma social utilizzata rendendo il processo ancora più semplice ed immediato.
Con una produzione video per lead generation sarà più semplice convincere gli utenti a lasciare i propri dati. All’interno di una campagna tradizionale, per generare lead, si ha ad esempio spesso bisogno dei cosiddetti “lead magnet”, ovvero dei “premi” che vengono dati agli utenti in cambio della cessione dei propri dati di contatto. Un video può comprendere tale attività o bastare a se stesso grazie alla sua peculiarità di conquistare l'interesse e l'attenzione attraverso più sensi, può essere strutturato per veicolare già da solo o con altri video i vantaggi di quanto si offre.
Senza contare che un video potrebbe essere esso stesso il lead magnet per vedere il quale l’utente sarà disposto a lasciare i propri recapiti. Sarà il caso di tutorial, video educativi, web serie, e di tutti quei video che veicolano valore per il pubblico.


Tips and tricks. Consigli per massimizzare il ritorno dai propri video.

Perché una campagna di video marketing abbia un ritorno ottimale in termini di lead generation, i video devono essere strutturati ad hoc per generare contatti.
In circa 10 secondi devono riuscire a catturare l’attenzione altrimenti più del 20% degli utenti li abbandonerà dopo tale lasso di tempo mentre un altro 80% non supererà i 30 secondi. E questi dati sono già ottimistici.
In generale, sui canali social i video di lunga durata sono sconsigliabili, a meno che non siano altamente coinvolgenti ed emozionali e non nascano per essere prodotti editoriali di altissimo valore.
Ci sono dei modi per dare 'sulla carta' più possibilità di successo? Sì, eccone alcuni:
 - Scegliere accuratamente la miniatura del video, detta thumbnail, e non affidarsi a quella generata automaticamente. Una buona miniatura catalizzerà il primo sguardo degli utenti.
 - Il video dovrà essere accuratamente pensato e dovrà essere in linea con l’immagine aziendale in modo che sia immediatamente riconducibile al brand. Un logo ben posizionato ma non troppo invadente, potrebbe essere utile.
 - Utilizzare i sottotitoli è importante ma non indispensabile. Non solo per le persone non udenti, ma anche perché, secondo le statistiche, circa l’85% dei video sulle piattaforme social sono riprodotti senza audio. Appare ovvio che i sottotitoli siano un elemento fondamentale per veicolare correttamente il messaggio senza farne perdere nessuna parte, ma anche dei testi in sovraimpressione, in gergo ‘super’, possono bastare.
 - Call to action nei sottotitoli, a voce e/o nei ‘super’. I sottotitoli e/o i ‘super’ possono fungere da utilissima call to action cristallizzando in un testo scritto l’azione a cui vengono invitati gli utenti nei video attraverso una voce detta 'voice over'.
 - Qualità prima di tutto. Una produzione video deve essere qualitativamente valida, non sciatta, e ben pensata. La linea narrativa deve essere adeguata ai valori del brand.
Poche regole quindi ma essenziali per generare contatti utilizzando una buona campagna di video marketing che coinvolga, interessi ed istruisca un pubblico sempre più connesso e sollecitato da infiniti contenuti. Che poi sono le regole non solo per una campagna video lead generation ma anche per qualsiasi obiettivo video advertisingIn questo modo la lead generation sarà più efficace e l’azienda sarà in grado di raccogliere contatti ben profilati ed in target.


Angela D'Aprile

Classe 1979, la comunicazione prima che una professione è la mia naturale propensione. Costruire relazioni, creare strategie, unire insieme azioni online/social e offline per il raggiungimento di un obiettivo misurabile è il mio lavoro quotidiano. Dopo numerose esperienze professionali, dal 2014 sono la Communication Manager di Traipler.com.

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