Video Marketing
5 min
10 Jul 2019
Angela D'Aprile

Le 7 regole del branded content per costruire campagne di video storytelling che fanno bene al brand

Alcuni passaggi da prendere in considerazione quando si desidera creare campagne di branded content di successo
Fino a un paio di anni fa l’idea di raggiungere le persone con pubblicità rilevanti, ovvero 1:1, personalizzate e create per specifiche tipologie di persone, di pubblico, non era un’idea neanche lontanamente immaginabile. I consumatori erano bombardati da pubblicità digitale poco mirata, irrilevante e ripetitiva. In pratica, ci si limitava ad applicare le dinamiche della pubblicità in TV ad un altro mezzo, ‘l’internet’.
 
Dopo il boom di fake news e contenuti inappropriati soprattutto sui social media, però, le persone sono diventate più attente e selettive riguardo ai contenuti che leggono e che guardano. Da qui la necessità per i marchi di creare branded content, ovvero contenuti NON pubblicitari, capaci di creare una connessione con il pubblico NON in modo autoreferenziale, ma in modo relazionale. Individuato un tema di valore comune per il brand e per il pubblico del brand, comincia la narrazione che unirà brand e pubblico sullo stesso piano, in modo emotivo. 
Fare ‘narrazione del brand’ è ben diverso dal fare ‘esposizione del brand’.

Branded content video

 

Secondo il report Content Connect II, basato su un sondaggio globale degli utenti di Reuters.com, esistono sette passaggi identificabili da prendere in considerazione per i marketer quando si tratta di creare campagne di (video) branded content di successo


1. Capire il pubblico

I content marketer di maggior successo utilizzano le ricerche e i dati del pubblico per creare storie e messaggi rilevanti per i consumatori
 
La prima fase consiste nel fissare gli obiettivi, definire uno scopo e identificare i destinatari. È quindi importante comprendere le loro esigenze e comportamenti utilizzando un mix di ricerche sui consumatori e analisi dei dati per creare buoni contenuti a cui i consumatori siano interessati. 
 
Il content marketing deve partire dalle potenziali demografie, psicofisiche, attitudini, personalità e comportamento dei consumatori. È anche una priorità capire quali tipi di contenuti e contenuti multimediali gli utenti stanno guardando, leggendo o ascoltando e con quale frequenza, quindi allineare i tipi di contenuto e il tono con questi requisiti.


2. Scegliere il contesto giusto

Il content marketer deve considerare come, quando, dove e perché inserire un contenuto e assicurarsi che sia creato e condiviso in modo efficace. 
Il sondaggio mostra che l'ambiente contestuale giusto aumenta l'attrattiva dei contenuti; Il 64% dei consumatori globali concorda sul fatto che è
più ricettivo ai branded content quando appaiono su un brand media online affidabile
 
I brand che possono creare e costruire relazioni di fiducia con i consumatori utilizzando partner di contenuti autentici accuratamente selezionati possono creare preferenza e coinvolgimento nel pubblico.
 

3. Concentrarsi sulla pertinenza e sulla qualità

I marketer devono fornire contenuti di alta qualità che siano rilevanti e abbiano uno scopo. 
Nonostante il recente aumento di notizie false e disinformazione, l'interesse dei consumatori e l'attrattiva verso i contenuti di marca in un canale per il quale hanno fiducia rimangono stabili: il 75% dei consumatori globali è più ricettivo ai contenuti sponsorizzati se l'argomento è interessante e pensa sempre che i marchi preferiti possano beneficiare della sponsorizzazione di qualità e di contenuti pertinenti.

4. Creare una connessione emotiva

Creare una connessione emotiva con il consumatore è importante quando si parla di storytelling e content marketing: le storie che scatenano una risposta emotiva hanno maggiori probabilità di essere guardate e condivise
 
Non si tratta solo di argomento, anche tono e stile del contenuto dovrebbero essere considerati. Infatti il 64% dei consumatori considera i contenuti sponsorizzati più accattivanti se stimolanti, immaginativi (58%), umoristici (55%) e innovativi (51%).

5. Allinearsi con il pubblico

Le aziende dovrebbero prendere in considerazione la mentalità e la personalità dei loro consumatori target. La ricerca evidenzia l'importanza dello stile e del tono nei branded content, con argomenti specifici che si rivolgono a diverse personalità. 
 
Per esempio chi si occupa di affari e finanza risponde a temi come l’ambizione e il benssere, mentre chi ama l'arte e la cultura risponde a temi di spessore “creativo", chi ama i viaggi risponde a temi dal carattere "spontaneo".
 

6. Concentrarsi sulla personalizzazione

Il contenuto più pertinente che ogni marketer può fornire è "personalizzato": il 77% dei consumatori globali prevede di vedere più contenuti personalizzati in futuro
 
Le campagne di branded content possono aumentare la loro efficacia se includono elementi personalizzati, considerato che il 63% dei consumatori concorda sul fatto che questi contenuti migliorano il loro senso di associazione al brand e il 58% vede i marchi in una luce più positiva quando fornisce un contenuto che corrisponde ai suoi interessi.


7. Usare formati accattivanti

I consumatori non amano i contenuti intrusivi e i formati pubblicitari contenenti messaggi e prodotti non pertinenti. Tuttavia, sono aperti a modi nuovi e innovativi per interagire con i contenuti e per questo aumenta la richiesta di una visualizzazione avanzata, con audio e movimento attraverso i formati e le piattaforme con cui le persone si connettono di più. 
 
Selezionare il giusto mix di formati, che prevedano anche e soprattutto il video, è estremamente importante: un mix di formati accattivanti per i consumatori è composto da articoli brevi (64%), analisi approfondita (60%), video (55%) e infografiche (45%) tra le prime scelte.
 
In breve, brand e aziende dovrebbero avere una chiara strategia di content & video marketing e di branded content per rivolgersi ai consumatori con contenuti pertinenti e accattivanti, consegnati in un formato coinvolgente, al momento giusto e attraverso il canale giusto.
 
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Angela D'Aprile
Classe 1979, la comunicazione prima che una professione è la mia naturale propensione. Costruire relazioni, creare strategie, unire insieme azioni online/social e offline per il raggiungimento di un obiettivo misurabile è il mio lavoro quotidiano. Dopo numerose esperienze professionali, dal 2014 sono la Communication Manager di Traipler.com.
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